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Nel 2011 la Soprintendenza Archeologica di Roma ha organizzato la mostra fotografica "La Mia Appia. Laboratorio di mondi possibili tra ferite ancora aperte", tenutasi presso la Villa Capo di Bove sulla Via Appia Antica. Io ho avuto l'incarico di curarne la stampa e di scattare nuove fotografie. Lo scopo era quello di illustrare la storia della trasformazione della Via e del suo paesaggio dalla fine dell'800 e di fare un punto sui successi e gli insuccessi nella tutela di questo patrimonio, pagando un tributo ad Antonio Cederna, appassionato testimone delle ferite inferte dagli abusi e dall'incuria nella seconda metà del '900. Come romano con alle spalle un bagaglio di studi classici e come fotografo amante del paesaggio ricordo mesi indimenticabili tra la ricerca sul territorio e il restauro digitale delle foto di archivio, ma anche la mia frustrazione nel trovarmi davanti un paesaggio che, compromesso dall'incalzare della città e della proprietà privata, non permette quasi più allo sguardo di spaziare in lontananza. Nonostante questo, l'Appia conserva ancora in moltissimi suoi tratti un carattere di frontiera, anche interiore, che la rendono unica ma bisognosa di una difesa ininterrotta. E' davvero ancora un luogo incredibile per passare del tempo con se stessi. Gli ultimi sei sono scatti non andati in mostra.

 

In 2011 the Soprintendenza Archeologica di Roma organized the photographic exhibition "La Mia Appia. Laboratorio di mondi possibili tra ferite ancora aperte", which was held at Villa Capo di Bove along the Via Appia Antica. My assignment was to overview the printing process and to take new pictures. The aim was to illustrate the story of changes seen by the Via and its landscape since late 1800 and to draw a mark on successes and failures in the protection of this patrimony, while also paying a tribute to Antonio Cederna, passionate witness of the wounds caused by unregulated building and neglection in the second half of 1900. As a Roman with a background in classical studies and a photographer keen on landscape I remember unforgettable months, spent between the research on the territory and the digital restoration of archive photographs, but also my frustration in facing a landscape that, being compromised by the pressure of the city and private property, can't allow the eye to range in the distance anymore. Despite all this, the Via Appia still preserves in many stretches a character of frontier, inner as well, that make it unique and in need of continuous protection. It still is an incredible place to spend some time with oneself. The last six are pictures that didn't make it to the exhibition.

Una cura particolare

Addetti alla manutenzione ordinaria